Il carnevale fiorentino entra nel nuovo decennio

07 Feb 20

Da sempre tradizione e divertimento sono parte della storia del carnevale fiorentino, e anche nel 2020 non sarà diverso, catapultando grandi e piccini nel pazzo mondo tipico della festa invernale.
La festività inizierà anche quest’anno col veglione al Teatro della Pergola, evento affascinante dove cavalieri e dame si uniranno in ballo per ricreare le atmosfere di un’epoca ormai andata, ma ancora nel cuore di tutti.
Tra coriandoli, spettacoli musicali e teatrali e feste in maschera, poi, si dipanano gli eventi che nei giorni del Carnevale si spargono per i vicoli storici e le piazze d’arte del capoluogo, riempiendo di allegria e passione per scherzi e divertimenti tutta la città, com’è da sempre nella sua storia.



Storie fiorentine



E proprio la storia, che è un elemento sempre importante e vitale a Firenze, impernia la festa tra passato e presente, collegando i primi carnevali, organizzati al tempo dei Medici, alla festa attuale.
Carnevale Mediceo famoso in tutto il mondo, ai tempi, e caratterizzato da giovani mascherati che si mischiavano nella folla lanciando palle fatte di stracci a chiunque si imbattesse in loro. Ciò creava stupore e divertimento in tutte le vie, facendo pian piano affezionare alla festa tutti i cittadini, dal popolo ai nobili fino alle autorità più importanti del tempo, fino ad arrivare allo stesso Lorenzo Dè Medici che ne fu fautore e divertito spettatore per tutta la sua vita.
Vennero solo successivamente i carri allegorici, chiamati “Trionfi” e costruiti in legno e juta, spesso accompagnati da balli legati alla tradizione e poesie commemorative.
Pian piano la festa divenne ad uso e consumo dell’aristocrazia, che ne decretò le regole che lo raffinarono, con maschere, veglioni e balli organizzati nei teatri, con quello della Pergola che divenne il cuore pulsante della festa e che si fregiava della presenza di ambasciatori e capi di Stato di tutta Europa, arrivando a organizzare veglioni pure sotto gli Uffizi.
Il carnevale di Firenze è perciò passato, nei secoli, ad evolversi in varie ramificazioni, dalle feste eleganti agli schiamazzi popolani, ed è oggi conosciuto come un evento storico e imperdibile in tutta Europa, con maschere che sfilano per le strade, sbandieratori, danze e spensieratezza e allegria.

Che bel carro!



Un altro elemento che caratterizza tutti i carnevali, specie quelli toscani, sono i carri. E Firenze non difetta affatto in questa caratteristica storica.
I carri in cartapesta sono infatti realizzati da esperti nel settore che, con impegno e dedizione, riescono ogni anno a irridere i potenti e i vip con garbo e fantasia, con le loro opere enormi e semoventi che tanto fascino ispirano in chi li vede, tanto da sembrare degli enormi palcoscenici teatrali.
Accompagnati da bambini e adulti di ogni età, vestiti in maniera abbinata all’opera raffigurata, i carri sono destinati a sfilare per le vie della città in gruppi selezionati: 9 di prima categoria, 5 di seconda categoria, altri 9 in maschera e infine altri 9 attentamente selezionati.
Alla fine della sfilata i carri migliori verranno premiati, ricompensando il lavoro degli artigiani che, per costruirli, impiegano svariati mesi.
La sfilata viene aperta da musiche tradizionali che evocano la storia del carnevale fiorentino e da sbandieratori scelti.

Chi c’è dietro la maschera?



Come tutti i carnevali tradizionali, Firenze è rappresentata da maschere storiche che si contraddistinguono durante la festa.
La più famosa è sicuramente Stenterello, furbo giovine che con allegria riesce sempre a evitare i guai che si ritrova lungo la giornata.
Vestito con abiti tipici del ‘700, magro e visibilmente poveretto, è contraddistinto da un panciotto giallo e una giacca azzurra, e un cappello a punta che si erge su una parrucca bianca.
Altrettanto famoso è Burlamacco, con la sua veste a scacchi bianchi e rossi e la sua faccia truccata da clown.
Questa e altre maschere convivono nel “Regno della Spensieratezza”, governato da Re Giocondo che ha il compito di leggere in pubblico il suo testamento dal 1539, ripercorrendo tutti gli eventi principali avvenuti durante l’anno appena passato.

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